Enduro SUPER quello del weekend appena passato! Veramente super in tutto, dalla lunghezza della gara all’organizzazione per farla funzionare, dall’adrenalina in area paddock alle mille emozioni delle prove speciali…si fa veramente fatica a restare sotto al gazebo con il portatile aperto quando ci sono eventi di questa portata.

Sabato arrivo a Sauze a gara già iniziata, è la voce inesauribile di Enrico Guala, “Official Speaker” del Super Enduro PRO che mi guida come un faro fino in cima al piazzale del paddock. Vedo il nostro gazebo e sopra sventolare le bandiere…Ok, ci siamo!

Francesco, il nostro meccanico sta facendo ordine tra gli attrezzi assieme a Fabio, il secondo meccanico che Manuel ha voluto a Sauze vista l’esigenza di avere tutte le bici a punto al C.O. oltre che a fine giornata. Prima di tutto mi dicono che nella notte ha piovuto. Strano, al Super Enduro non piove mai. Poi aggiungono che Manuel dopo una partenza non brillante in PS1 sta rimontando verso una posizione nei primi dieci, Wow!

Tempo di dare un occhiata in giro e salutare qualcuno ed ecco che arrivano le squadre nazionali. L’Inghilterra è in testa mentre dei piloti ufficiali e team il primo è Clementz. Una gran sorpresa la fa il pilota Junior della nazionale Belga Maes che vola letteralmente sulla sua Yeti giallo/turchese. Al microfono, con una calma e una presenza da pilota navigato dirà che è anche merito del fatto che a scuola fanno attività sportiva con la MTB…beh, proprio come da noi! E’ la volta delle nazionali femminili. Le Francesi sono prime, era naturale, ad ogni gara a cui partecipano arrivano, conquistano e se ne vanno! Poi le finlandesi… le Finlandesi ?!? si proprio così, le guerriere nordiche sanno come farsi valere. Ed ecco le Italiane, provate ma sempre e comunque sorridenti. I loro commenti a caldo fanno presagire che la battaglia continuerà nel post controllo orario.

Valentina è seconda dietro alla Uttini, dice di essere in forma e pronta a ripartire a manetta. Oltre la metà della stagione ormai è chiaro quanto Valentina stia andando in progressione con la sua preparazione atletica.

La sua bicicletta ha bisogno di manutenzione alla trasmissione e soprattutto di cambiare set-up delle gomme, dedicate al terreno inumidito dalla pioggia notturna, ormai stra-asciutto. Do uno sguardo ai tempi delle PS e mi viene da pensare che Ducci e Sottocornola dopo Limone non hanno più smesso di cercarsi e giocare insieme. Il mood di Ducci incide per forza di cose all’interno del gazebo. Manuel deve costantemente mediare tra la figura di Team Manager e quella di pilota ed  è ormai chiaro che il suo è il carattere di un pilota combattivo e determinato, di quelli che piacciono tanto a chi ha assaggiato la polvere e il fango dei tracciati di gara mischiata a quel brivido che che si prova al cancelletto di partenza. Il mood al C.O. è in modalità “good” ed è quasi assurdo come siano i piccoli dettagli a trasformare in positivo o negativo l’andamento di una gara. Manuel vuole mantenere la posizione e se possibile assottigliare ancora un poco il divario con chi è davanti. La strategia è quella di contenere e spremere il cronometro nelle sezioni dove si sente più a proprio agio.

I ragazzi del Team sono più indietro con il nostro pilota esotico, l’Inglese James MCKnight a guidare il gruppo nei Top 30 e Seddaiu e Murachelli dietro. Sia Alessandro che Joseph dicono di sentire la fatica, la gara è molto fisica e Joseph aggiunge che avendo provato solo un giorno questo non gli permette di avere molta confidenza con il percorso.

Momenti frenetici sotto alla tenda Life Cycle con la premiata officina meccanica F&F (Francesco Ricco e Fabio Bianchi) che si da un gran da fare sulle biciclette, comprese quelle dei ragazzi del Club presenti: Cordone, Moraschi e Mellana.

Check time e si riparte per le due ultime PS. La giornata di Life Cycle si chiuderà provvisoriamente con il risultato di Manuel Ducci in 10° posizione.

I ragazzi sono stravolti, ci metto mezz’ora a convincerli ad uscire di casa e mangiare tutti assieme nel nostro appartamento. Alla consolle… Jo Murachelli! La cena ovviamente è allietata dal nostro DJ personale che mette su un bel pò di metallo pesante e per pochi minuti vedo un barlume di vita negli occhi dei presenti. Purtroppo dura poco e da li a un secondo sono tutti a nanna. Con Fabio decidiamo di uscire per farci una birretta…fuori c’è un mondo! incrociamo pure Clementz che se la ride incurante del coprifuoco dei Top riders. A Sauze sono presenti moltissimi stranieri, chi per la gara e chi per passare qualche giorno in questo bel bike park. Al tavolo vicino al nostro una banda di inglesi si spara tutti gli alcolici in dotazione al bar, non credo siano iscritti alla gara… o almeno lo spero per loro. Il tempo di fare un “rinforzino” con una pizza e rincasiamo anche noi, il piano di andare al party all’Osteria dei Vagabondi salta, la stanchezza inizia a farsi sentire un pò per tutti compresi noi pigia-tasti e stringi-bulloni.

Domenica mattina si inizia presto, alle 8:30 si muovono i primi. Due prove speciali per oggi più la stangata finale della Super Mountain con partenza di massa, l’ultimo shot di adrenalina. Al suono della marsigliese le atlete Francesi salgono sul gradino più alto del podio, le ragazze della nazionale italiana mettono dietro le Finlandesi e si posizionano seconde.

Grande podio assoluto, composto tutto da “non nazionali”, primo Clementz seguito da Vouilloz e Lau. Clementz ha una marcia in più, non solo meccanicamente parlando. Nico è sempre Nico, non c’è altro da dire su di lui…poi una delle cose più  esaltanti è che lo vedi nel dopo gara che si guarda le premiazioni di tutti, tranquillo e beato in mezzo agli spettatori con la sua bici al fianco. Sarà già stato scritto centinaia di volte e detto altrettanto e anch’io lo voglio ribadire ancora, Vouilloz è un grande campione con una personalità straordinaria, è un piacere vederlo presente alle gare. Infine c’è Lau che è un’altro francese-picchiaduro.

La nazionale Italiana chiude al terzo posto, vince l’Inghilterra con Atherton, Stock e Barnes seguiti dai Francesi, che a parere di alcuni hanno azzeccato di più la squadra donne che quella uomini, una scelta che vista da un’altra prospettiva potrebbe essere stata dettata dal fatto di dare più spazio a piloti più giovani.

La strategia di Manuel funziona è alla fine delle 8 prove speciali chiude la gara in 10° posizione assoluta, 3° di categoria per la PRO.

James, Alessandro e Joseph non riescono a risalire e si posizionano in 23°, 34° e 59° posizione.

Cordone, Moraschi e Mellana del Club chiudono in 42°, 68° e 101° posizione.

Manca poco alla fine dell’evento, giusto un’ultima risalita e una bella partenza di massa, tutti giù a fuoco verso il paddock. Finite le mansioni meccaniche io e Fabio risaliamo il percorso della Super Mountain e ci andiamo a posizionare in un bel tratto di curve in appoggio e saltelli. Salgo su un traliccio degli impianti di risalita e mi guardo intorno, il panorama è splendido.

La traccia di gara corre di fianco ad una ampia pista da sci. Un susseguirsi di sponde che scendono verso il paese. La voce di Guala è in “valle-diffusione” e da lui apprendiamo che i piloti delle nazionali sono partiti. Scende l’apripista che pare si diverta parecchio sulle sponde e dopo un secondo ecco che spuntano i primi. C’è abbastanza distacco tra i primi 2/3 piloti poi a seguire scorre un trenino colorato che si conclude con un paio di sfortunati con le gomme appese al collo e i cerchi che chiedono pietà. La voce di Guala è talmente potente che si sente come finisce la gara fin quassù. Primo Atherton, seguito da Florian Nicolai e da quel fulmine di Maes. A seguire le nazionali femminili con l’Italiana Chiara Pastore che sfreccia attaccando la francese davanti a lei. Con il meccanico ci guardiamo, stupiti di quanto siano veloci le prime atlete, soprattutto le francesi che sui salti intraversano la bici facendo un pò di show; mi sa che anche in Francia la bici è materia di studio a scuola… Passa Valentina e la incito a più non posso, non è lontana dalla testa della gara. Purtroppo una volta tornati al gazebo scopro che ha avuto un incidente con un pilota sconosciuto di una squadra nazionale, uno di quelli rimasti indietro perchè fermato da problemi meccanici. Gli si è incastrato il pedale nella ruota del pilota e ha perso un sacco di tempo. Peccato perchè in quella curva era passata con molta grinta. Dai Vale ti rifarai  a Valloire, tanto mi hanno detto che la gara è leggera.. E’ la volta dei piloti team. Fabio intravede Manuel scendere nel boschetto più in alto e mi avvisa che è secondo, a ruota dal primo. Passano a tuono sul tornante e sono talmente gasato nel gridare che mi dimentico pure di scattare una foto! A seguire Joseph e James a blocco e Alessandro un pò più indietro.

Joseph passa secco, si direbbe che la formula Super Mountain si addica al rocker di Life Cycle e mi riprometto di consigliarli qualche altra gara con partenza di massa.

Mi sa che Joseph è uno di quelli che deve sentirsi inseguito e inseguitore per dare sfogo alla manetta, se poi in partenza gli mettessero pure qualche pezzo Heavy in sottofondo quello non lo tieni più e ti fonde il carbonio a metà gara. Un paio di cartelle in curva e qualche pilota sui cerchi o senza catena a chiudere lo spettacolo, queste partenze in gruppo sono troppo entusiasmanti! Scende Monchiero sul suo quad e si ferma per chiederci chi fosse il pilota in scia con Manuel. Non lo sappiamo, anzi io sono pure confuso sul colore della maglia. Franco rimane un attimo in silenzio e poi schizza via in stile dragster per la felicità del suo ospite a bordo. Non ammazzatemi Cappè per favore che ci deve dare le foto dell’ultimo shooting!

Scendiamo a valle e incrociando Francesco Fregona ci complimentiamo con lui per la 3° posizione in quest’ultima prova, lo spirito “local” è d’obbligo. Al gazebo ci informano che Manuel ha vinto la speciale e finalmente conosciamo anche il nome del suo avversario, il neo-zelandese Jamie Nicoll…mi fa piacere perchè il giorno prima è venuto a presentarsi al gazebo, tutto contento perchè Ibis e Santa Cruz, la sua bici, sono distribuite entrambe da un suo amico in Nuova Zelanda. Joseph si posiziona 9°, James 11° e Alessandro 16°. Il Club porta a casa un 13° posto di Cordone e un 58° di Moraschi. Mellana è talmente esaltato da Sauze che decide di portarsi a casa un bel tatuaggio per ricordo…

Con il risultato di Manuel non poteva esserci finale migliore per Life Cycle in questi due giorni di enduro internazionale…e ora -5 all’Enduro delle Nazioni di Valloire!

P.S: In bocca al lupo al nostro nuovo amico Vittorio!…sella arretrata e angolo di sterzo aperto sempre!

 

 

 

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