ALTA VIA STAGE RACE 2012

Ogni tanto capitano delle occasioni particolari che a distanza di anni diventano ricordi indelebili, episodi unici in cui i presenti possono dire con un pizzico di orgoglio: ” Io c’ero”.

Domenica scorsa a Dolceacqua con l’arrivo dell’ultima tappa dell’Alta Via Stage Race tutti i presenti hanno vissuto uno di questi momenti. Una grande giornata di sport che rimarrà certamente nei cuori e nella memoria dei partecipanti così come in quello di tutti gli operatori e gli appassionati di Mountain Bike.

I nomi “24 ORE” e “Super Enduro” suonano familiari ? Da tempo ormai la Liguria si sta affermando come un luogo tra i più importanti in Europa per l’MTB, un successo dovuto alla capacità di alcuni veri e propri visionari che ogni anno sostengono con molta energia iniziative di carattere internazionale. Con Finale Ligure è nato una germoglio che negli anni si è ramificato in tutta la regione, un esempio di come con creatività e semplicità si possono concepire e sviluppare idee vincenti.

“L’Alta Via Stage Race” è l’ultima creazione di questo gruppo, sostenuta con forza dall’Associazione Ospitalità Alta Via dei Monti Liguri.

Dire che qualcosa si muove in questo territorio è ormai anacronistico. Il treno ormai sta  viaggiando alla grande e sono in molti a rendersene conto, a quanto pare l’entroterra lancia chiari segnali di vivacità.

“AVSR 2012″: 500 chilometri, 11.000 mt di dislivello, un viaggio di otto giorni da Ceparana a Dolceacqua su single-track e sterrato che avvolge come in un abbraccio tutta la regione e lascia scoprire tappa dopo tappa le bellezze di una natura sospesa tra cielo e mare.

Ma perchè una gara di questo tipo lascia il segno ?

Banale a dirsi ma prima di tutto perchè questa corsa è DURA per davvero, ci vuole molta energia e forza di volontà per arrivare fino in fondo. Poi ovviamente per l’atmosfera che si crea attorno al gruppo dei partecipanti, una grande famiglia coccolata e accudita che vive per una settimana come sospesa in una realtà parallela. Infine il percorso, ogni giorno diverso, come è diverso il territorio Ligure dal confine con la Toscana a quello con la Francia. Un procedere lento, vivendo la natura attorno, un pò vacanza e un pò competizione. Potendo poi soffermarsi per scoprire e godere di tutto ciò che la Liguria offre lungo i 500 chilometri di gara allora non basterebbe un mese, altro che i giorni previsti dal programma.

Il concept dell’AVSR ha scatenato il desiderio di innescare una rete tra diverse realtà del territorio, per davvero, e questa è una bella vittoria contro l’attitudine alla chiusura fiera e stoica tipica di questa terra. Qualcosa sta cambiando e il risultato è visibile. Certamente merito della capacità di saper attrarre propria degli outdoor sports ma anche e soprattutto della tenacia di una serie di persone che sorpassando l’idea di confine invisibile tra Liguria di costa e Liguria d’entroterra, come cuochi “fusion”, hanno saputo mischiare ingredienti diversi ma affini e a quanto pare la ricetta ottenuta è riuscita

 

 

 

A questo punto ci si può chiedere, ok, ma Life Cycle che è un Team Enduro cosa c’entra in una gara di lunga distanza dove si pedala all’ennesima potenza e non c’è neanche l’ombra di un casco integrale ?

 

 

La parola chiave per capire tutto è : “Sostegno”. Quindi abbiamo fatto un pò di modifiche al nostro calendario di gara ed eccoci presenti a questa manifestazione, che sentiamo per un piccolissimo pezzetto anche nostra pur essendo solo uno dei vari Team che hanno preso parte alla gara. Se esiste una “Liguricità” è proprio in questi casi che avevamo voglia di esprimerla !

 

Il Team formato per questa occasione contava sulla presenza di Valentina Macheda e Manuel Ducci, compagni di gara e di vita. La formula per noi è stata quella del Week-End, una versione molto accattivante che apre le porte verso questa esperienza anche ai meno allenati o a chi non ha il tempo di poter correre tutta la gara. Pur avendo alle spalle un allenamento pesante l’impatto del primo giorno è stato duro. Un’ottima lezione per ribadire il concetto di quanto una piacevole discesa si conquisti attraverso una salita che non lascia spazio ai se e ai ma. Rotto il fiato l’equipaggio in gara si è difeso bene nelle due tappe che da Triora attraverso Pigna hanno portato i partecipanti a tagliare il traguardo di Dolceacqua. Queste ultime due giornate hanno fatto conoscere a tutti i Team presenti l’asprezza e la tecnicità di questa porzione di territorio: single-track mozzafiato a strapiombo su valli silenziose che dolcemente si estendono fino al mare. Certamente sarà perchè sono i luoghi che conosciamo meglio e dove abitualmente giriamo ma le Valli Argentina e Nervia hanno un qualcosa di magico con i loro fitti boschi dai quali la luce azzurra del mare a sprazzi squarcia questa calma verde. Indimenticabili i passaggi come quello vicino al Monte Toraggio o a Testa D’Alpe così come i sentieri che qui offrono discese completamente naturali dove si deve guidare ed affrontare ogni tipo di ostacolo.

 

Sembravamo un pò degli alieni con le nostre bici da 160 di escursione, fronte/retro, e in effetti la gara con questi mezzi va presa con un certo atteggiamento. Lo abbiamo imparato dopo la prima tappa e da li siamo entrati nel “mood” giusto. Anche Manuel, che qui ha provato un nuovo modello di Ibis, la Mojo SL-R, più leggera e con geometrie un pò più raccolte, ha confermato che una bi-ammortizzata preparata per una prova sulla distanza è la scelta migliore per coniugare performance e divertimento.

 

 

 

 

Lo staff dell’AVSR non ha disatteso le nostre aspettative. Gentili e disponibili in ogni occasione e sempre attenti a raccogliere le nostre impressioni ed indicazioni alla fine di ogni giornata. Questi sono i segnali per un evento che ha tutte le carte in regola per spiccare il volo ed entrare nei calendari dei Team e degli atleti internazionali.

 

Dopo le tre giornate della formula Week-End e con un terzo posto in classifica “Week-End” emerge un pensiero molto chiaro: il prossimo anno faremo il possibile per essere presenti sulla linea di partenza, questa volta magari da Ceparana… Anche gli enduristi hanno un cuore (da allenare!).

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