A Verbania da Sport Attitude.

Il primo passo del Team, prima ancora di pensare alle biciclette e al loro infinito tuning è stato quello di creare un programma di allenamento efficace. Il Team Manager in questo è stato subito molto duro e diretto con gli atleti. Non c’è risultato senza un percorso ben definito. Allenarsi è difficile, in molti casi lo si fa male e si perde solo tanto tempo aumentando la frustrazione personale quando non si va come si vorrebbe. Bisogna crederci, questa è la base, anche quando si sputa il fiato e i muscoli vanno in fiamme e soprattutto se una volta finito si attacca a lavorare, nel senso di guadagnarsi la pagnotta. Di seguito il resoconto di quella giornata di circa quattro mesi fa.

In un tiepido lunedì invernale Manuel carica tutti sul furgone e si parte per Verbania, destinazione: Centro di preparazione atletica Sport Attitude.
Percorriamo tranquilli la costa e ci infiliamo in quel nulla piatto che è la Pianura Padana. Niente di male, è solo che guardando fuori dal finestrino vedi un pezzo di ferrovia tra gli arbusti, terreni con delle zolle grandi come palloni supertele e poi cascine abbandonate da chissà quanti anni. Poi ti distrai un attimo per partecipare alla conversazione sul futuro della SuperEnduro, sui nuovi freni, sul carbonio e la sua impressionante rigidità e sbam! dal finestrino lo stesso pezzo di ferrovia, gli stessi palloni supertele e gli stessi mattoni rossi delle cascine in mezzo al nulla. Questo si ripete cento volte come se fossimo fermi. Un viaggio immobile intervallato solo dai pacchi maxi di toblerone, da coca-cole che costano come champagne e da tristi panini che ti guardano dal bancone, accasciati sul piatto in attesa di essere svampati nelle piastre incandescenti.
E’ un nulla grigio-marrone ed è così fino ad un approdo che nel nostro caso è il lago Maggiore.
Bisogna crederci dicevo. Una prova di questo la si ha quando scendiamo dal furgone e in un attimo ci arriva una tramvata di freddo in faccia che ci riporta alla realtà e al perchè siamo li.

L’appuntamento è di quelli seri, ad aspettarci c’è il preparatore atletico Saverio Ottolini.
Joseph è carico a mille, si è isolato tutto il viaggio con i Metallica in cuffia a palla e ora vuole solo salire sulla sua bici e pompare watt su watt.
Alessandro è all’opposto, modalità zen. In mezzo c’è Simone, tutina da ladro acrobata e tanta voglia di tornarsene a casa.
Valentina ride e si diverte, è una che ha carattere e lo si capisce subito.
Infine c’è Manuel che sta già pensando alle tabelle di allenamento, all’alimentazione e nel frattempo si preoccupa di alzare il reggisella di uno e controllare se l’altro ha portato le scarpe con le tacchette. Si percepisce che gli viene spontaneo e fa piacere che ci sia uno come lui che ti pensa.

Si inizia con un riscaldamento, che considerata la temperatura da cella frigo della sala e più una cronometro con ruote a razze, anzi a razzi. Poi uno ad uno si entra nella saletta del mago, vetri sabbiati dal sudore.
Saverio è veloce nei movimenti e sicuro di se, ti stacca la ruota posteriore, ti collega alla macchina e inizia la sgambata.
Dentro la saletta in effetti non so bene cosa succeda, si parla di watt e si parla di pedalare fino a non farcela più, in ogni caso escono tutti molto sorridenti, pedalare fa bene all’umore evidentemente.

Riesco a rubare un paio di scatti in action a Valentina poi Saverio ci congeda rinviandoci di li a un paio di giorni per ricevere le schede personali, molto pesanti promette. Da quello che ci racconta dei suoi ritmi di allenamento sono contento di occuparmi di comunicazione e non di essere un rider del Team.

Foto di rito e poi altra tramvata in faccia, questa volta ancora più secca, 0 gradi. Visualizziamo tutti assieme la costa Ligure, tanto per riscaldarci un pò e via, si fa ritorno alla base.

Il nulla ora è color bianco. Un bel bianco latte. C’è la luna piena e per un tot di chilometri mi chiedo come si possa vedere la luna nella nebbia. Domande stupide che ci si fa nel silenzio dei sedili posteriori. Manuel guida sicuro come su un binario, sarà una deformazione professionale? Io invece un pò di spago ce l’ho e in generale sul furgone le discussioni si sono fermate. Tempo di svampare un altro Capri in un autogrill che mi sa tanto di deja-vu e siamo di nuovo in pista, ora chiaramente stanchi.

Da Masone a Sanremo mi sembra un lampo, anche perchè crollo un pò di volte con la faccia nel piumino, felice di essere passato dal bianco al nero.
Midnight in Sanremo, non c’è un cane in giro. Avessero assaggiato il freddo di Verbania uscirebbero a godersi i 14 gradi indicati dal display.
A giro si scende e ci si saluta. Appuntamento per il weekend, le schede saranno arrivate e sarà ora di tirare fuori le bici da bitume.

 

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